cari lettori
una mostra da non perdere se siete a milano. la triennale dedica una bellissima retrospettiva ad uno dei migliori disegnatori di luci italiani, da cui tutti abbiamo imparato qualcosa.
sorprendente toccare con mano l'attualità dei prodotti presentati, che abbiano 70 anni o poco meno hanno un'estetica contemporanea che sconcerta.
allestimento essenziale e ideale per mostrare la luce nelle sue forme e nei suoi contenuti, pagine bianche da sfogliare con calma, da gustare come poesie.
domenica 23 settembre 2012
giovedì 20 settembre 2012
common (boring) ground
cari lettori
visita alla biennale d'architettura di venezia, come avrete capito, e trovata abbastanza noiosa.
l'architettura è una delle sette arti e deve rimanere tale non va confusa con l'Arte, questa è la sensazione che si ha visitando i padiglioni dei giardini; quando l'architettura diventa solo concetto diventa argomento per pochi eletti e allontana un pubblico più vasto e magari interessato a capire come sarà il nuovo COMMON GROUND in cui vivremo.
un esempio? il padiglione ceco. uno spazio bianco vuoto, tre dazibao sulle pareti leggibili solo con un iPad. il padiglione era vuoto e temo lo resterà. a scuola sarebbe stato valutato come fuori tema.
secondo esempio? il canada. pieno di fascino, ma il senso? meglio Cibic alla 10 edizione, le stalagmiti avevano più senso.
un esempio contrario? il giappone. una casa per tutti dopo lo tsunami. un terreno comune su cui ricostruire e ricominciare a vivere. centrato il tema in pieno e l'allestimento di una struggente bellezza orientale.
secondo esempio contrario? l'ungheria. allestimenti sempre bellissimi, meglio invitare una scuola che architetti concettuali un pò vuoti e autoreferenziali.
l'arsenale risolleva l'umore con percorsi più interessanti e più architettura costruita o in costruzione, i cari vecchi modelli in legno pieni di fascino. piccola e ricca retrospettiva sul possente hans kollhof, bravo e germanico.
mi aspettavo qualcosa di un pò più solido da chipperfield.
a voi!
PS merita una visita il padiglione centrale (ex italia) con la piccola mostra di irace+musi FACECITY
visita alla biennale d'architettura di venezia, come avrete capito, e trovata abbastanza noiosa.
l'architettura è una delle sette arti e deve rimanere tale non va confusa con l'Arte, questa è la sensazione che si ha visitando i padiglioni dei giardini; quando l'architettura diventa solo concetto diventa argomento per pochi eletti e allontana un pubblico più vasto e magari interessato a capire come sarà il nuovo COMMON GROUND in cui vivremo.
un esempio? il padiglione ceco. uno spazio bianco vuoto, tre dazibao sulle pareti leggibili solo con un iPad. il padiglione era vuoto e temo lo resterà. a scuola sarebbe stato valutato come fuori tema.
secondo esempio? il canada. pieno di fascino, ma il senso? meglio Cibic alla 10 edizione, le stalagmiti avevano più senso.
un esempio contrario? il giappone. una casa per tutti dopo lo tsunami. un terreno comune su cui ricostruire e ricominciare a vivere. centrato il tema in pieno e l'allestimento di una struggente bellezza orientale.
secondo esempio contrario? l'ungheria. allestimenti sempre bellissimi, meglio invitare una scuola che architetti concettuali un pò vuoti e autoreferenziali.
l'arsenale risolleva l'umore con percorsi più interessanti e più architettura costruita o in costruzione, i cari vecchi modelli in legno pieni di fascino. piccola e ricca retrospettiva sul possente hans kollhof, bravo e germanico.
mi aspettavo qualcosa di un pò più solido da chipperfield.
a voi!
PS merita una visita il padiglione centrale (ex italia) con la piccola mostra di irace+musi FACECITY
martedì 28 agosto 2012
un designer, un artista e un amico
Per chi avrà la possibilità, o la fortuna, di poter andare alla London Design Week per il giorno 19 settembre consiglio di passare presso la
Kenny Schachter’s Rove Gallery - Lincoln House 33-34 Hoxton Square. London, N1 6NN per assistere al vernissage di Sebastian Errazuriz.
Buon viaggio! Anche di ritorno!
Buon viaggio! Anche di ritorno!
giovedì 23 agosto 2012
Il KITSCH
Consiglio fine estivo per chi è a casa o rientrato e deve riempire il tempo fino a lunedi.
Una mostra affascinante che illustra il nostro recente passato oggettistico e domestico, lo ricordano bene quelli della mia generazione. Ritroveranno oggetti e cose che si compravano durante le gite scolastiche o le temibili colonie estive, cosa portare alla mamma o alla zia? Un orrendo portapenne, un povero Cristo in conchiglie, una gondola oscillante e così via scadendo col passare del tempo. Il Gillo ce lo sbatte in faccia, ci mostra chi eravamo e cosa compravamo. E lo fa ne l972 in perfetto sincrono con il nostro crescere.
Chi è senza peccato....
Consiglio fine estivo per chi è a casa o rientrato e deve riempire il tempo fino a lunedi.
Una mostra affascinante che illustra il nostro recente passato oggettistico e domestico, lo ricordano bene quelli della mia generazione. Ritroveranno oggetti e cose che si compravano durante le gite scolastiche o le temibili colonie estive, cosa portare alla mamma o alla zia? Un orrendo portapenne, un povero Cristo in conchiglie, una gondola oscillante e così via scadendo col passare del tempo. Il Gillo ce lo sbatte in faccia, ci mostra chi eravamo e cosa compravamo. E lo fa ne l972 in perfetto sincrono con il nostro crescere.
Chi è senza peccato....
venerdì 10 agosto 2012
il libro su bigio biagio
ciao a tutti, finalmente è uscito il libretto per bambini e che tutti i bambini dovrebbero avere sul comodino.
è un piccolo libro basato su una storia vera che insegna ad amare i gatti e gli animali in genere; chi acquista il libretto non solo fa felice l'autore ma aiuta anche una associazione di aiuto ai mici randagi.
ecco il link per lo shopping
http://www.lulu.com/shop/search.ep?type=Print+Products&keyWords=andrea+calatroni&x=0&y=0&sitesearch=lulu.com&q=
in caso non ci vedessimo buongiorno, buonpomeriggio e buonasera
ciao a tutti, finalmente è uscito il libretto per bambini e che tutti i bambini dovrebbero avere sul comodino.
è un piccolo libro basato su una storia vera che insegna ad amare i gatti e gli animali in genere; chi acquista il libretto non solo fa felice l'autore ma aiuta anche una associazione di aiuto ai mici randagi.
ecco il link per lo shopping
http://www.lulu.com/shop/search.ep?type=Print+Products&keyWords=andrea+calatroni&x=0&y=0&sitesearch=lulu.com&q=
in caso non ci vedessimo buongiorno, buonpomeriggio e buonasera
martedì 7 agosto 2012
NUOVO NUMERO LUCE 299_MAYDAY
E' uscito lunedi il nuovo numero di Luce su cui potete trovare due articoli su Flos, il primo su uno dei prodotti icona dell'azienda bresciana, MAYDAY di Konstantin Grcic; il secondo sulla festa/mostra per il 50mo a La Permanente di Milano. Per chi fosse interessato la Flos ha presentato in questa occasione la nuova app con la sua strepitosa storia di design. Buona lettura.
E' uscito lunedi il nuovo numero di Luce su cui potete trovare due articoli su Flos, il primo su uno dei prodotti icona dell'azienda bresciana, MAYDAY di Konstantin Grcic; il secondo sulla festa/mostra per il 50mo a La Permanente di Milano. Per chi fosse interessato la Flos ha presentato in questa occasione la nuova app con la sua strepitosa storia di design. Buona lettura.
lunedì 23 luglio 2012
Location: Fondazione Bisazza
Guest: John Pawson
Title: Plain Space
Mostra di un maestro minimalista, dalle forme semplici, ma non semplificate; paletta colori ridotta all'essenziale; la materia e le sue texture usate nell'espressione più pura, senza ibridazioni. Due lunghi tavoli a cavalletti rivestiti in feltro nero espongono elementi di design e modelli di ville e architetture; queste ultime adeguano il linguaggio asciutto al genius loci, ogni intervento non è mai una ripetizione di uno schema predefinito. L'unico elemento comune è il rigore, come si evidenzia nel leaflet: "Pawson crea spazi che offrono una sensazione di rifugio e di ordine in un mondo complesso." Si potrebbe definire una architettura del silenzio, in cui sostare e riprendere fiato dalla frenesia e dalla massa che quotidianamente ci circonda, ritrovarsi immersi in uno spazio levigato e ampio, circondati dalla materia e dalla luce è appagante. Niente altro. Lo spazio vuoto crea molta emozione, l'effetto wunderkammer delle nostre case (forse) non altrettanto.
In pieno e netto contrasto con la radicalità di Pawson vi sono le sculture kingsize in mosaico e vetroresina della collezione permanente, la meraviglia che sanno suscitare è dovuta alla comprensione e apprezzamento del lavoro delle maestranze Bisazza. Come accostare Bernini a Judd due emozioni diverse, una fisica l'altra spirituale. Quale sia meglio non è dato saperlo, in questo periodo conviene appagarle entrambe.
Guest: John Pawson
Title: Plain Space
Mostra di un maestro minimalista, dalle forme semplici, ma non semplificate; paletta colori ridotta all'essenziale; la materia e le sue texture usate nell'espressione più pura, senza ibridazioni. Due lunghi tavoli a cavalletti rivestiti in feltro nero espongono elementi di design e modelli di ville e architetture; queste ultime adeguano il linguaggio asciutto al genius loci, ogni intervento non è mai una ripetizione di uno schema predefinito. L'unico elemento comune è il rigore, come si evidenzia nel leaflet: "Pawson crea spazi che offrono una sensazione di rifugio e di ordine in un mondo complesso." Si potrebbe definire una architettura del silenzio, in cui sostare e riprendere fiato dalla frenesia e dalla massa che quotidianamente ci circonda, ritrovarsi immersi in uno spazio levigato e ampio, circondati dalla materia e dalla luce è appagante. Niente altro. Lo spazio vuoto crea molta emozione, l'effetto wunderkammer delle nostre case (forse) non altrettanto.
In pieno e netto contrasto con la radicalità di Pawson vi sono le sculture kingsize in mosaico e vetroresina della collezione permanente, la meraviglia che sanno suscitare è dovuta alla comprensione e apprezzamento del lavoro delle maestranze Bisazza. Come accostare Bernini a Judd due emozioni diverse, una fisica l'altra spirituale. Quale sia meglio non è dato saperlo, in questo periodo conviene appagarle entrambe.
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